Padre Domenico Galluzzi OP

 

foto galluzzi

P. DOMENICO GALLUZZI O. P. (1906-1992)

Domenico, al secolo Giovanni Galluzzi, sacerdote professo nell’Ordine dei Predicatori (Domenicani).
Da San Domenico attinse la convinzione di essere stato chiamato, grazie all’Ordinazione sacerdotale, a partecipare ad una ‘vita nuova’, inaugurata da Cristo e dagli Apostoli, che esprime nella sintesi ‘santificarsi per santificare’, cioè corrispondere con totalità di amore al dono di santità ricevuto dal Signore Gesù, perché Egli renda efficace il ministero sacerdotale come dono di santificazione per il Popolo di Dio. Qui è tutta la vita, la missione e l’attualità di P. Domenico, in una continuità serena, gioiosa e generosa, mai smentita dall’entrata nell’Ordine domenicano fino alla morte.

Santificarsi: per P. Domenico significa annunciare la Parola di Dio dopo averla interiorizzata; immedesimarsi nella Celebrazione Eucaristica; prepararsi al Sacramento della Riconciliazione per favorire l’incontro con Dio della persona che lo riceve; vivere con entusiasmo la propria conversione quotidiana alle virtù di Cristo. Nella dedizione amorosa al ministero egli trova davvero la radice della propria santificazione.

Santificare: per P. Domenico significa mettere i fedeli in contatto con Dio grazie alla parola e alla testimonianza di vita; far scoprire la verità e la bellezza dell’amore di Dio per ogni persona e la sua inabitazione nell’anima.

Dal suo ministero traboccano frutti di santità: in primo luogo la formazione di sacerdoti domenicani (dal 1938 è maestro degli studenti e poi dei novizi fino al 1947) che hanno onorato l’Ordine con i talenti umani e la vita religiosa coerente. Fu pure la guida spirituale per i sacerdoti diocesani, carisma particolarmente apprezzato al suo arrivo a Faenza (ottobre 1948) dall’allora Vescovo Mons. Giuseppe Battaglia, che l’anno dopo lo nominò confessore nel Seminario.

A Faenza P. Domenico diventa ben presto punto di riferimento per i sacerdoti, i religiosi e le religiose della regione, donando consapevolezza e fiducia nella vocazione, come pure per i laici, aiutandoli a scoprire il senso della vita anche nella sofferenza, la vocazione personale, le vie dell’impegno cristiano individuale e sociale. La sua carità sacerdotale si effonde su piccoli e grandi. Egli considera la persona che incontra nella totalità della sua realtà umana.

Tutto avviene nell’ordinario di un servizio sempre disponibile, che passa quasi inosservato, una presenza senza clamore che viene spesso segnalata dal passaparola ammirato di chi l’ha conosciuto e parla di lui come di ‘un santo’.

Dal 1948, con l’approvazione dei superiori, P. Domenico comincia a impegnarsi per la fondazione dell’Ara Crucis, monastero domenicano di vita contemplativa claustrale. A questa fondazione provvidenzialmente poté dedicare una prolungata cura formativa fino alla morte, cercando di trasmettere il volto materno del suo ideale, la santità, approfondita in una vita dedicata a Cristo Sacerdote, e particolarmente alla Parola di Dio e all’Eucaristia, con il cuore di Maria. La vita delle monache, grazie alla preghiera d’intercessione, vuole ravvivare, e se necessario riaccendere, il desiderio di santità nei sacerdoti e, di conseguenza, nel Popolo di Dio. L’Ara Crucis tuttora richiama la figura di P. Domenico che per 44 anni è stato a Faenza una manifestazione della bontà misericordiosa di Dio con la paternità spirituale, la direzione interiore, il dono di consigli sapienti e l’esemplarità trascinatrice della vita sacerdotale; richiama anche l’irradiazione del suo amore soprattutto per l’Eucaristia e per Maria.

La morte di P. Domenico, il 13 gennaio 1992, suscita una vasta eco. Tantissimi accorrono alle esequie, celebrate all’Ara Crucis e nella Chiesa di San Domenico. Evidente la fama di santità e di grazie, confermata, tre anni dopo, in occasione della traslazione della salma dal cimitero di Faenza all’Ara Crucis.

Tale fama, viva e intensa tuttora a 18 anni dalla morte, ha sollecitato il monastero Ara Crucis a costituirsi attore della Causa di Beatificazione di P.Domenico Galluzzi O. P., ai sensi dell’art. 10 § 1 dell’Istruzione Sanctorum Mater, con un atto approvato in data 9 giugno 2009 insieme all’atto di nomina del Postulatore della Causa nella persona di P. Vito T. Gómez García, Postulatore generale dell’Ordine dei Frati Predicatori.

Egli, il 18 aprile 2010, ha firmato il Supplex libellus con il quale chiede l’apertura dell’Inchiesta Diocesana sulla vita, le virtù, la fama di santità e i segni del menzionato Servo di Dio.

La sessione di Apertura dell’Inchiesta è stata celebrata sabato 30 ottobre 2010 alle ore 15,30 nella cappella del Monastero Ara Crucis a Faenza.