Omelia

 

Cari Simone ed Elisabetta, la liturgia che stiamo celebrando, ha dato la possibilità a tutti di ascoltare una Parola di Dio che non ci lascia indifferenti. Gesù nel Vangelo vi dice: “non preoccupatevi per la vostra vita, ne per quello che mangerete o berrete…né di quello che indosserete…di tutte queste cose vanno in cerca i pagani” Noi no! Le ansie sono proprie dei pagani. Di chi non sa, non ha ascoltato e non ha creduto a ciò che oggi ci ha detto il profeta Isaia: tuo sposo è il tuo creatore, non si allontanerà mai da te il mio affetto, dice il Signore che ti usa misericordia.

Dio oggi ve lo dice a più riprese e chiaramente, vuole fare una alleanza con voi, il matrimonio che andate a fare non è una cosa tra voi due, ma vi riserva la presenza speciale di Dio nella vostra vita, perchè, dice Isaia, il suo affetto non si allontanerà mai più da voi. Allora tutto noi mettiamo nelle mani di Dio, che è fedele, e che con amore vi ha accompagnato fino ad oggi, perché da sempre aveva pensato a voi due non più come a due persone, ma una cosa sola in Lui.

Penso che sia liberante per voi che oggi iniziate una nuova vita, ascoltare questo! Quante cose da dover provvedere, casa nuova, lavoro, un cambiamento radicale nella vita …quante ansie potrebbero sorgere in voi… ma la Chiesa vi accogli oggi, all’inizio di questa nuova avventura con questa parola, molto buona. Trattenetela dentro di voi, soprattutto quando una certa mentalità che viene dal mondo cercherà di diventare vostra…rispondetegli con questa parola che Dio vi ha consegnato oggi, e ricordatevi che rispondere alle tentazioni con la Parola è già avere successo, ce lo ha fatto vedere Gesù nel deserto.

Quello che andate a fare fra poco, non è un accordo tra di voi due, ma una vita che inizia oggi ad essere vissuta con Gesù Cristo in mezzo a voi. È questa fratelli la garanzia che quello che iniziate a costruire, sarà come una casa sulla roccia, perché non vi basate solo sulle vostre forze, sulla vostra buona volontà…ma su Gesù Cristo che è la roccia. Il Matrimonio, è mettersi in gioco pienamente, è avere fede – ve lo richiamano le vostre fedi – fino in fondo: prima di tutto non tra voi, ma in quel Dio che vi sta unendo profondamente in questo sacramento. E’Lui che si mette in gioco fino in fondo con voi, nella vostra storia, a garantire che il vostro amore attinge al Suo amore, che le vostre croci attingono alla Sua Croce, di modo che, nella buona o nella cattiva sorte, tutto sia vissuto con Lui.

 

Ieri pregando insieme, preparandoci a questo sacramento ci siamo soffermati su un Vangelo che vi faceva un invito chiaro: costruire la casa della vostra vita sulla roccia che è Cristo. Oggi questa liturgia vi dice che questa roccia non è una situazione sconosciuta, non è un salto nel buio, oggi la Parola vi ha messo davanti il Dio di Gesù Cristo che da sempre si è preso cura di voi, accompagnandovi nel vostro cammino di conoscenza, nel fidanzamento, provandovi anche, ma mai ritirando la sua mano dalle vostre teste.

E allora con la grazia propria di questo sacramento, ma anche con grande fiducia e allegria iniziate questa nuova avventura chiedendo a Lui di vivere in pienezza questo sacramento.

Beneditelo anche per le vostre famiglie non solo perchè se siete così è anche grazie a loro, non solo perché vi hanno accompagnato fino ad oggi, ma perché vi hanno passato la Fede che oggi vuole compiersi in questa alleanza con Dio che avviene col vostro dirvi di sì per tutta la vita. Fate anche voi come loro con i figli che Dio vi vorrà donare, inculcate loro la fede, fategli vedere che Dio c’è nei fatti concreti della vita che avete vissuto voi, e così impareranno ad amarlo e a cercarlo, accoglieteli con gioia, come un dono bellissimo di Dio.

È questo l’augurio che la nostra comunità cristiana facendosi vicini a voi oggi vi fa.