Breve Storia dei Domenicani a Bergamo

comunità domenicana di Bergamo

Bergamo in un disegno quattrocentesco, conservato presso la biblioteca comunale di Mantova, evidenzia la presenza del convento dei Santi Stefano e Domenico. Immagine tratta da http://www.bergamosera.com

La presenza dei Frati Predicatori (Domenicani) a Bergamo risale al XIII secolo circa. Probabilmente, il convento bergamasco è il secondo per antichità in Italia, dopo Bologna. Sembra che sia stato lo stesso San Domenico a porre le fondamenta del primo convento a Bergamo nel 1219, che lo volle appena fuori delle mura della città, com’era consuetudine, ecco perché il primo convento, fino a metà del XVI secolo, era localizzato in Città Alta. Sicuramente, il beato Guala da Bergamo, poi vescovo di Brescia, ebbe un ruolo in questa fondazione.

Fu durante l’occupazione della Repubblica Veneta che i frati dovettero lasciare il convento, con la sua ricca biblioteca, e l’annessa chiesa di Santo Stefano per far posto alla costruzione delle nuove mura. Era l’11 novembre del  1561.
Il convento domenicano di S. Stefano ospitò per secoli religiosi di elevato valore umano e cristiano. Fra i più importanti, ricordiamo Pinamonte da Brembate, che redisse gli statuti del Consorzio della Misericordia, Venturino Ceresoli da Bergamo, maestro di spiritualità, fra Damiano Zambelli, intarsiatore.

Beato Guala da Bergamo

Visione di frate Guala che assiste all’ascesa al cielo di san Domenico, part. dell’Arca di Sant Domenico, Basilica di San Domenico, Bologna. Autore: Alfonso Lombardi.

Dieci anni più tardi, il papa S. Pio V,  con la bolla «Quoniam per extinctionem ordinis fratrum Humiliatorum», concesse ai domenicani il convento e la chiesa di San Bartolomeo, già dell’ordine degli Umiliati (il ramo maschile degli Umiliati fu soppresso nel 1571 perché non aveva accettato la riforma tridentina).
I domenicani, nuovi ospiti del convento, pensarono subito alla loro nuova chiesa e l’11 giugno 1613 l’arcivescovo di Milano posò la prima pietra della nuova chiesa che sorse su disegno di Anton Maria Caneva.

In seguito, nel XVIII secolo, ci furono le soppressioni di tutti gli ordini religiosi da parte di Napoleone prima e di Cavour in seguito, per poter incamerare i beni di tali ordini.

Nel 1919, nel 7° centenario della fondazione del primo convento, per iniziativa dei laici domenicani che avevano continuato la loro opera a Bergamo, i frati poterono tornare ad officiare la chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano, ma non più nel convento annesso, rimasto di proprietà dello Stato italiano ed ora sede degli Uffici finanziari.

Chiostro del Convento dei Santi Bartolomeo e Stefano

Chiostro del Convento dei Santi Bartolomeo e Stefano, sede dei Domenicani e del Centro Culturale “San Bartolomeo”.

Abbiamo da poco celebrato la ricorrenza dei 90 anni dal nostro ritorno innanzitutto per approfondire e far conoscere la spiritualità che ha animato San Domenico e che egli ci ha lasciato in eredità, anche come preparazione alla festa del centenario (l’8° della fondazione del primo convento ed il 1° del ritorno dopo le soppressioni) che se Dio vuole celebreremo prossimamente così come il 50° anniversario della fondazione del Centro Culturale San Bartolomeo.

La nostra comunità assieme alla nostra miseria, e alla grazia di Dio che sempre ci accompagna è molto operosa nella vita apostolica: tutti siamo inseriti nel servizio apostolico nella nostra chiesa, frequentatissima, e per vivere la celebrazione dell’eucarestia, sia per il sacramento della penitenza per il quale offriamo ogni giorno la nostra disponibilità.